“Allora, senza perdersi d’animo, decise di infilarsi nel vicolo ed entrò in casa sua dalla porta di servizio che trovò aperta, come sempre. Il che gli diede un pò l’illusione di far parte anche lui della banda.”
Il vecchio avvocato Laursat, appartenente ad una antica famiglia ora in declino, vive dalla morte della moglie recluso in casa propria, in volontario esilio dal mondo, fino a quando scopre che la figlia, in quella stessa casa e senza che lui se ne accorga, conduce una intensa vita sociale notturna con molti segreti. Incredulo ma anche fiero che la figlia, in fondo, non sia come lui, si ritroverà, dopo molti anni di inattività, nuovamente in Tribunale a difendere un giovane accusato di omiciio che altri non è che l’amante della ragazza.
Buon vecchio Simenon, sei sempre una garanzia! Le vacanze sono un bel momento e non vedo di solito l’ora di partire, ma ho anche sempre paura di portarmi dietro il libro sbagliato. Niente come un brutto romanzo (o, peggio, non avere niente da leggere) può rovinarmi il soggiorno. Quindi, a scanso di equivoci, oltre al “pezzo forte” (quest’anno era la saga dei Cazalet), mi porto sempre qualche Simenon di scorta. Ripeto, se apprezzate il genere (le brume di qualche sperduto paese della Francia rurale come nel caso di questo romanzo, o l’atmosfera di Parigi nella maggior parte dei gialli con Maigret come protagonista) Simenon è sempre un garanzia di un certo stile, ed anche i lunghi pomeriggi nell’avita casa di campagna (che possono essere di una noia mortale), si risolvono!

